Glossario

Il glossario definisce il significato di vocaboli usati nel sito tarfil.com.
Vi sono termini generici, termini tessili specifici, neologismi Tarfil.

A

ACETATO: fibra artificiale da polimero naturale, cellulosa, prodotto con filatura a secco in soluzione acetonica.
Si chiama anche seta artificiale.

ACRILICO: fibra sintetica da poliacrilonitrile. Assomiglia alla lana e si usa in mischia con la lana.

AD: ADerizzazione.

AD ARIA: i nodi sui fili continui multibava possono essere fatti con apparecchio che interlaccia le bavelle con un getto d’aria.

ADERIZZAZIONE: trattamento con resine resolciniche per cui il poliestere aderisce bene ai polimeri usati come dielettrici nei cavi.

A.E.E.: sigla che identifica l’Associacion Electtrotecnica Espagnola.

ALAGI: attrezzo Tarfil fornibile ai clienti per facilitare il déroulé e frenare il filo.

ALLUNGAMENTO A ROTTURA in %: misura di quanto si è allungato il campione dalla posizione di riposo iniziale al momento della rottura.

AMANO: i nodi sono fatti tradizionalmente con le mani oppure, in certi casi, possono essere fatti con la macchinetta.

ANMU: ANtiMUffa.

ANTIMUFFA: sigla ANMU, indica il trattamento speciale che rende il cotone imputrescibile sì da superare certi tests. Ad esempio il test della norma: MIL –STD 810C 10.03.75 Method 508.2810 C.

APPRETTO: additivo che si dà ai tessili per avere certe caratteristiche, esempio la lavorabilità.

ARADAM: attrezzo Tarfil, fornibile ai clienti, per facilitare il testa-coda e la frenatura del filo.

ARAMIDICHE: fibra sintetica con caratteristiche meccaniche eccezionali: forza di rottura cinque volte quella del poliestere e soprattutto allungamento a rottura molto basso, poca percentuale.
Modulo elastico elevatissimo.

AREA STELLARE: area della sezione retta del cavo compresa tra l’inviluppo e gli elementi.

ARTICOLO: chiamiamo così i nostri prodotti.

ARTIFICIALI: così si chiamano le fibre chimiche (man-made), fatte partendo dalla cellulosa che ha una molecola esistente nel regno vegetale.

B

BASEC: sigla che identifica il British Approvals Service for Electric Cables.

BATTUTO: in gergo tessile si dice che un manufatto è battuto quando i fili che lo compongono sono uno molto vicino all’altro.

BAVA: i fili artificiali e sintetici sono estrusi a più fili molto sottili paralleli che si chiamano bave (ricorda il baco da seta) o filamenti.
Sono sottilissimi, si fanno bave che pesano 1 grammo per 30.000 m. Questi fili si chiamano multibava.
Ci sono anche fili monobava o monofili, costituiti da un’unica bava (ricordiamo il filo per l’amo da pesca).
Nell’utilizzo tessile convenzionale si usano fili multibava, sono più morbidi.

BISFA: sigla che identifica il Bureau International pour la Standardisation de la Rayonne et des Fibres Synthètiques.

BOBINA: supporto per avvolgervi fili, cavi. Quelle usate dalla Tarfil sono di polistirolo antiurto. Si possono usare bobine del cliente di qualisiasi dimensione.

C

CAPILLARITÀ: è il fenomeno fisico per cui un liquido, in una piccola intercapedine, si sposta in avanti quando bagna le superfici dell’intercapedine.

CAPO: in gergo tessile sta per filo, filato, ecc.. Lana a due capi = lana a due fili.

CARDARE: sfilacciare con pettini metallici cascami e stracci ottenendo fibre con cui condurre, con filatura cardata, filati detti “millefiori”.

CASCAMI: residui delle varie fasi delle lavorazioni tessili.

CATARIFRANGENTE: superficie che riflette la luce.

CAVISTA: fabbricante di cavi elettrici.

CEBEC: sigla che identifica il Comité Électrotechnique Belge.

CEI: sigla che identifica il Comitato Elettrotecnico Italiano ed il Comitato Elettrotecnico Internazionale.

CEI ANNO: filo che identifica l’anno di fabbricazione del cavo secondo la norma CEI 46-5; V1.

CLICHÉ: superficie incisa che, nelle macchine da stampa, trasferisce l’inchiostro da un rullo inchiostrato alla superficie da stampare.

CODA: estremità interna della confezione che viene fatta sporgere dall’impacco per poter fare il testa-coda.
All’avviamento dell’avvolgimento del filo su rocca o tubo ad una estremità del supporto, fuori dall’impacco, si avvolgono 50/300 cm di filo, lunghezza che può essere stabilita all’ordine.

CONFEZIONE: è l’insieme del supporto e del filo.
Il supporto può essere: bobina, rocca o tubo.
Il filo può così essere: manipolato, spedito, trasportato e utilizzato.

CONSOLIDATO: IMpacco COnsolidato è quello che ha subito un trattamento per cui la confezione può essere agitata violentemente senza subire deformazioni o danni che ne impedirebbero l’uso regolare.

COPS: confezione che le filature usano per i fili artificiali e sintetici. È prevalentemente un tubo metallico di diametro 45 mm e lunghezza 500 mm circa.

D

DECITEX – DITEX: è il sistema di titolazione dei prodotti tessili ora in uso, rappresenta i grammi il peso di 10.000 metri di filo.

DÉFILÉ: è il sistema di utilizzo del filo prelevandolo da rocca o tubo.
La confezione viene posta con il supporto verticale ed il filo si preleva dall’alto.

DEFORMABILITÀ: caratteristica dei riempitivi di occupare facilmente gli spazi liberi all’interno del cavo (aree stellari).

DEGASIFICAZIONE: è un trattamento con cui si eliminano, dal filo, le sostanze che generano gas e/o vapori che possono creare bolle sotto guaina alla temperatura d’estrusione.

DEMKO: sigla che identifica il Danmarks Elektriske Materielkontrol.

DENARI – DEN: titolazione usata in passato dall’industria della seta naturale è il peso, in ventesimi di grammo, di 450 metri di filo. Oggi si usa il Tex (peso in grammi di 1.000 metri di filo) o il Decitex (peso in grammi di 10.000 metri di filo).

DENSITÀ: peso in grammi di 1 cm³ di materiale.

DÉROULÉ: è il metodo di svolgimento del filo dalla confezione ruotante intorno al proprio asse.

DIAMETRO CONVENZIONALE: data la difficoltà di misurare il diametro di un filo tessile, la Tarfil ha messo a punto un metodo di misura che dà risultati validi:
– un fascetto di fili base nel numero in esame viene posto in un apposito attrezzo e teso con una forza di valore stabilito
– il fascetto viene fatto ruotare su se stesso fasciandolo a bordi accostati con un nastrino di polipropilene largo 5 mm, con spessore 50 µ e teso con forza di valore stabilito
– si misura il diametro del fascetto fasciato con un lettore elettronico
– fatte varie letture, se ne fa la media.

DITEX – DECITEX: è il sistema di titolazione dei prodotti tessili ora in uso, rappresenta i grammi il peso di 10.000 metri di filo.

E

ENZIMAGGIO: additivo che dà ai tessili certe caratteristiche.

F

FIBRE CHIMICHE: sono fatte dall’uomo, le “man-made fibres”, e possono essere:
– artificiali se fatte con una molecola esistente in natura: la cellulosa
– sintetiche se fatte con una molecola inventata dall’uomo.

FILATO: è il filo che si ottiene torcendo insieme tante fibre corte.
Ad esempio: filato di lana, filato di cotone, filato di poliestere che si fa tagliuzzando in fibre corte il filo continuo torcendo poi le fibre come se fosse cotone.

FILO: è il prodotto tessile che si presenta come la seta naturale, un elemento continuo.

FILO BASE: è il singolo filo o filato sottile che viene assemblato a più capi per fare articoli di grossa sezione.

FILO CONTINUO: i fili artificiali e sintetici sono prodotti estrudendo un filo continuo.

FILO CONTINUO MULTIBAVA: il filo continuo può essere costituito da tanti filamenti detti bave.

FILO DITTA: è il filo che identifica il cavista.

FILO TOTALE: è il filo costituito da tutti i fili base assemblati.

FLANGIA: è la parte della bobina che trattiene lateralmente l’articolo avvolto.

FOGLI INCARTO: sono i films di plastica o i fogli di carta con cui si avvolgono le singole confezioni per proteggerle.

FORZA DI ROTTURA: è la forza da applicare all’articolo per romperlo.
Si misura in N (Newton), 1 N = g 102; 1 Kg = 9,81 N.

G

GREGGIO: non colorato, il cotone è colore tortora chiaro; il poliestere, il poliammide ed il polipropilene sono quasi bianchi.

H

HAR: sigla che sta per HARmonized. Valido in tutti i paesi aderenti a CENELEC.

I

IDENTIFICAZIONE: serve a riconoscere alcune caratteristiche del cavo.
I fili di identificazione prodotti da Tarfil possono identificare: il costruttore, l’anno di fabbricazione, le norme, l’elemento.

IDRO: IDROrepellenza.

IDROREPELLENZA: caratteristica di respingere l’acqua.
È un trattamento che Tarfil fa per cui materiali igroscopici e non igroscopici respingono l’acqua.
In particolare i tagliaguaine di poliestere o di poliammide, dopo trattamento, non conducono acqua per capillarità ed i cavi telefonici in cui sono utilizzati superano bene la prova di impermeabilità sotto battente d’acqua.

IGROSCOPICITÀ: caratteristica di certi materiali di assorbire l’acqua.
Sono igroscopici il cotone e le fibre artificiali, non lo sono le fibre sintetiche.

IMBALLAGGIO: tutto ciò che fa sì che il filo possa essere manipolato fino alla utilizzazione finale.

IMCO: IMpacco COnsolidato.

IMPACCO: è la massa del filo avvolta sul supporto.

I.M.Q.: sigla che identifica l’Istituto Italiano per il Marchio di Qualità.

K

KEMA: sigla che identifica N.V. totKeuringvan Elektrotechnisce Materialen.

KNIT de KNIT: fili e filati termoplastici sono immagliati, riscaldati, raffredati.
Si disfa la maglia: il filo mantiene la forma ondulata che aveva da immagliato.

KEVLAR®: marchio registrato dalla Dupont de Nemours per la fibra aramidica.

L

LEGATURA: è l’operazione che si fa per tenere uniti ed identificare vari elementi all’interno di un cavo.

M

MAN-MADE FIBRES: sono fatte dall’uomo, sono le fibre chimiche e possono essere:
– artificiali se fatte con una molecola esistente in natura: la cellulosa
– sintetiche se fatte con una molecola inventata dall’uomo.

MATERIALE: nome dato alla materia prima con cui sono fatti gli articoli di produzione Tarfil: cotone, poliammide, poliestere, polipropilene, vetro.

METRATURA: è la misurazione in metri della lunghezza dell’articolo confezionato.

MILLEFIORI: nome in uso per filati fatti cardando cascami e stracci. Tarfil, per questioni qualitative, non li usa anche se sono di basso prezzo.

MONOBAVA: filo artificiale o sintetico fatto con una sola bava; rigido.

MULTIBAVA: filo artificiale o sintetico fatto con più bave; morbido.

N

N: Newton, è l’unità di forza nel sistema di misura internazionale:
1 Kg peso = 9,81 N forza 1 N forza = 0.102 Kg peso.

NASTRINO: striscia di film con larghezza 2.5 – 3 – 5 mm. Possibili altre misure.

NB: No Bolle.

NE: si scrive Ne. Sistema di titolazione dei filati di cotone, è il numero di matasse da 840 iarde per libbra da 435,6 grammi.

NODI: servono a collegare due elementi di filo per dare continuità, possono essere fatti:
– a mano: su tutti i tipi di filo, filato, rafia, nastrino
– tessitore
– pescatore
– a croce
sono fatti a mano o con delle macchinette
– ad aria: solo sui fili continui multibava
sono fatti con una macchinetta a getto d’aria.

NOMEX®: marchio registrato dalla Dupont de Nemours che identifica un poliammide aromatico.
Temperatura di rammollimento oltre i 300°C; punto di fusione 371°C ; densità 1,38 g/cm³.
Resiste molto bene alla fiamma e ha caratteristiche simili a quelle del più noto TEFLON®.

NYLON®: marchio registrato dalla Dupont de Nemours che identifica i fili poliammidici.

O

ÖVE: sigla che identifica l’Österreichischer Verband für Elektrotechnik.

P

PARALLELI: sono i fili confezionati senza una torsione che li unisca.

PESO SPECIFICO: è il peso in grammi di 1 cm³ di materiale compatto.

PESO SPECIFICO APPARENTE: è il peso specifico del materiale nella forma in cui viene usato.
Tarfil lo calcola facendo una confezione cilindrica la più compatta possibile e dividendone il peso per il volume.

POLIAMMIDE 6: polimero sintetico usato in forma di filo o filato.

POLIAMMIDE 66: polimero sintetico usato in forma di filo o filato.

POLIESTERE: polimero sintetico utilizzato in forma di filo continuo monobava, multibava o filato o nastrino da film.

POLIPROPILENE: polimero sintetico usato sotto forma di filo, filato, rafia fibrillata e film tagliato in nastrini.

R

RAFIA FIBRILLATA: si fa tagliuzzando longitudinalmente un film facendolo passare contro un rullo ruotante provvisto di aghi taglienti.

RAJON: fibra artificiale prodotta dalla cellulosa (vegetale).

RAJON VISCOSA: rajon prodotto con uno dei metodi chiamato alla viscosa. RCP ANNO: filo che identifica l’anno di fabbricazione del cavo. RCP=Responsabilità Civile Prodotto. Utile dopo l’entrata in vigore in Italia della legge n° 224 del 24/5/88 che prevede che la responsabilità del produttore duri
10 anni. Il filo è stato definito da CEI e IMQ.

RIEMPITIVO: serve ad occupare una parte della sezione del cavo.

RIPRESA Dl UMIDITA’: è un test che indica la igroscopicità di un materiale. Si secca perfettamente il campione, lo si pesa, lo si condiziona ad una certa Umidità Relativa, lo si ripesa e si calcola il % d’ aumento del peso.

RITORTO: torsione è l’operazione fatta facendo girare su se stesso un filo tenuto fermo da una estremità. Si misurano i giri per metro che il filo ha accumulato. Questa operazione viene fatta in continuo.

ROCCA: supporto conico, conicità 3° 30’ di cartone.

ROVING: in gergo tessile è un fascio di fili paralleli.

S

SCHEDA DI SICUREZZA: documento che dà le caratteristiche chimiche e fisiche del materiale con cui è fatto l’articolo e informazioni per renderne sicuro l’uso.

SCHEDA TECNICA: dà i valori delle caratteristiche meccaniche e fisiche che interessano al cavista per quell’articolo.

SETA ARTIFICIALE: è il rajon.

SETA NATURALE: è la seta fatta dal baco da seta.

SEV: sigla che identifica l’Schweizerischer Elektrotechnischer Verein.

SINTETICO: è un prodotto fatto con una molecola inventata dall’uomo. Nel tessile si chiamano prodotti sintetici i fili e filati: poliestere, polipropilene, aramidiche, poliamidiche (nylon) ed altre ancora.

SNARLING: è il girare su se stesso del filo, facendo asole.

SOSTEGNO: filo usato per aumentare la resistenza a trazione di un cavo o di un tondino.

SOTTOROCCA: attrezzo Tarfil che impedisce al filo di finire sotto la confezione quando, a defilamento fermo, scivola verso il basso causando poi rottura al riavviamento.

SPECIALE: chiamiamo speciale l’articolo non standard. Speciali sono pure i trattamenti che si fanno per dare all’articolo caratteristiche particolari.

STANDARD: sono gli articoli acquistati da vari clienti che si ripetono nel tempo; alcuni sono sempre a magazzino.

SUPPORTO: l’oggetto rigido intorno a cui si avvolge l’articolo.

SVILUPPO METRICO: o numero metrico, sistema di titolazione con sigla Nm che indica quanti metri ci sono in i Kg di articolo.

T

TAGLIAGUAINE: filo che serve a lacerare la guaina del cavo.

TEMPERATURA Dl RAMMOLLIMENTO: temperatura in °C a cui il materiale diventa appiccicoso.

TEMPERATURA Dl FUSIONE: temperatura in °C a cui il materiale passa dallo stato solido allo stato fluido.

TEMPERATURA DI DECOMPOSIZIONE: temperatura in °C a cui il materiale si scinde nei vari componenti.

TEMPERATURA D’ACCENSIONE: temperatura in °C a cui il materiale comincia a bruciare se gli avvicino una fiamma.

TEMPERATURA DI AUTOACCENSIONE: temperatura in °C a cui il materiale inizia a bruciare senza l’apporto di fiamma esterna.

TENACITA’: è la resistenza meccanica specifica, riferita al titolo: g/ditex.

TERMOSTABILITA’: è la caratteristica di non modificare la propria dimensione per effetto della temperatura.

TESTA: è l’inizio di una confezione. L’estremità del filo che i prende per poter utilizzare l’articolo avvolto sul supporto della confezione.

TESTA-CODA: operazione di annodare la coda che esce dall’impacco della confezione che si sta utilizzando alla testa di una nuova confezione che sarà utilizzata quando la prima si sarà vuotata.

TESTIJRIZZAZIONE: operazione termica e meccanica con cui si dà ai fili termoplastici una micro ondulazione permanente.

TEX: sistema di titolazione oggi in uso che rappresenta il peso in g di 1.000 m di filo.

TINTA UNITA: è la colorazione di un filo quando è dello stesso colore lungo tutta la sua lunghezza.

TITOLO: è un numero che rappresenta il peso di una determinata lunghezza di filo. Useremo sempre il ditex; peso in g di 10.000 m.

TITOLO ORIGINALE: è il titolo di partenza della materia prima che può subire variazioni per effetto di:
– trattamento termico
– torsioni
– apporto di additivi

TITOLO REALE: è il titolo misurato nelle condizioni finali di produzione Tarfil.

TITOLO TOTALE: quando un articolo è costituito da più fili base è il titolo dell’articolo nel suo assieme.

TONDINO: è il riempitivo che il cavista si estrude in casa.

TORSIONE: sono i giri al metro dati al filo. La torsione può essere in S senso orario o in Z senso antiorario.

TRATTAMENTI SPECIALI: chimici o fisici che danno aII’articolo particolari caratteristiche.

TUBO: supporto cilindrico.

TWARON: marchio registrato dalla ENKA per la sua fibra aramidica.

U

UMIDITA’: percentuale di acqua contenuta in un materiale o nell’aria.

V

VARI: gli articoli che non sono: identificazione – legatura – riempitivi – sostegno tagliaguaine.

VDE: sigla che identifica l’Verein Deutscher Elektrotechniker.

VETRO: si usa il vetro sotto forma di filo continuo multibava.

VISCOSA: soluzione di cellulosa di legno da cui si fila il rajon viscosa.

W

WASSER STOP: é la caratteristica di certi materiali di rigonfiarsi in acqua. Se in un cavo c’é questo materiale e il cavo si bagna iI rigonfiamento impedisce ad altra acqua di entrare.

WERGOLINATURA: operazione con cui si lega un fascietto di fili base per avere un articolo di certe dimensioni con certe caratteristiche.
Esempi:
– un riempitivo di poliestere filato rimane flessibilissimo
– un riempitivo di filo di vetro si lavora senza molto spolverio.

© 2013 Tarfil. All Rights Reserved.